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Energie alternative
domenica 23 gennaio 2011
Relazione sul "Territorio circostante la Frazione di Balma"
Vedere anche l'Indice generale delle fotografie.
lunedì 19 luglio 2010
Un orto terrazzato
Confesso, l’orto è una mia passione da sempre, fin da quando abitavo ancora in città… a Torino per intenderci.
A Balma coltivare un orticello può essere un esercizio di alta acrobazia, ma cercherò di non scoraggiarvi troppo.
Intanto occorre premettere che a Balma la terra coltivabile non è molta, qualche terrazzino, con 20 o 30 centimetri di spessore di terra al massimo. Nel mio caso, non più di 25 metri quadrati. La qualità della terra comunque con è male, il drenaggio è elevatissimo, e non si corre il rischio di ritrovarsi una pozza di melma, anche se sotto le precipitazioni primaverili, l’acqua può diventare così abbondante da annegare le vostre pianticelle. Al contrario, anche il sole può essere nocivo. Tra le pietre dei muretti a secco infatti si raggiungono in fretta temperature e gradi di asciutto tali, da seccare le coltivazioni nell’arco di un paio di giornate. Il periodo di “coltivazione” inoltre è brevissimo, e non c’è possibilità di errare e recuperare.
La stagione degli ortaggi a Balma, si concentra da giugno a settembre compresi, 4 mesi intensissimi, che se non ostacolati dalla sfortuna, possono dare alcune belle soddisfazioni. Ma andiamo con ordine…
Intanto occorre non avere fretta di cominciare. Girare la terra in marzo è stupido. Dopo le piogge di aprile occorrerà rifare tutto da capo. Criminale poi, risulta piantare qualche cosa o peggio seminare all’aperto prima della seconda quindicina di maggio. Insomma e come condannare al patibolo un innocente… povere piantine.
Occorre prepararsi preventivamente a spiegare tutto sul terreno in un baleno, subito dopo l’ultimo colpo di coda del clima inclemente, che a Balma, quasi per dispetto, passa dal gelo notturno invernale al caldo umido tropicale dell’estate equatoriale in 48 ore !
Bene quindi la semina in vasetti al coperto, il trapianto di piante già particolarmente sviluppate e robuste, l’acquisto di ibridi dalla veloce capacità vegetativa, le protezioni rimovibili quali piccoli teli, ombrellini ecc. ecc. Insomma, non c’è limite alla fantasia, e tutto può sembrare inutile, poi per magia, con 15 giorni di buon sole, si può credere d’avere un orto quasi all’improvviso !
Fin’ora, non ho trovato un ortaggio in particolare, che non abbia dato frutti. Tutte le varietà se curate, hanno fruttificato, poco magari, ma l’hanno fatto. Poi ci sono quelle varietà che si sposano meglio al luogo estremo in cui risiediamo.
Ad esempio, le zucchine crescono molto bene, ma si comincerà a raccoglierle ad inizio luglio se si è fortunati. Con buon successo, si può coltivare ogni tipo di insalata, ma solo e se si ha l’accortezza di proteggerla dalle lumache senza guscio con appositi prodotti.
Prezzemolo e sedani vanno trapiantati, così come il basilico.
Benissimo le cipolle ed i fagioli rampicanti, ma pe r questi ultimi, è bene seminare in vasetto, e trapiantare solo quando le piantine hanno raggiunto i 25 - 30 cm di altezza.
Melanzane e peperoni, hanno bisogno di una stagione asciutta, e quindi di norma hanno poca produttività, così come i pomodori, che comunque concentrano il loro frutti tra la fine di agosto e la prima quindicina di settembre, poi cominciano ad avvizzire. Per i pomodori, consiglio piante ibridate, coltivate in vaso, possibilmente contro un muretto a secco, mai ai quattro venti. Stesso discorso per i cetrioli e le zucche, che si gioveranno del calore rilasciato dalle pietre durante la notte, bilanciando l’aria fredda dell’alba.
Quest’anno, ho provato a seminare le carote (all’aperto) e qualche patata. Queste, a giudicare dallo sviluppo fuori terra, sembra si trovino a loro agio, mentre per le carote è ancora presto per fare una previsione. Temo che il prossimo anno, dovrò insistere ad alleggerire ulteriormente la terra con torba e a diradare sensibilmente le pianticelle nella messe.
Quando bagnare e come ? se le giornate sono calde e assolate, si può e si deve bagnare la sera quando il sole è calato, mentre se la giornata è stata asciutta ma afosa e senza sole, si può attendere la mattina prima che il sole faccia capolino dai costoni intorno, con il vantaggio di trovare il lavoro fatto, grazie ad una pioggia notturna, o ad un acquazzone serale.
L’Ideale sarebbe poter disporre di una bella serra fissa, attrezzata con irrigazione interna a pioggia, ma resterà un sogno ancora per qualche anno. Poi si vedrà !
Auguri agli amici che vorranno tentare seguendo le mie indicazioni… non sono un agricoltore, solo un appassionato. Comunque non lasciatevi abbattere, del resto, a coltivare in California son capaci tutti !!!
mercoledì 2 giugno 2010
Immondizia vergognosa
Se a qualcuno venisse il dubbio che la fotografia l'avessi scattata io, Vi avviso che ho conservato la Mail su citata e l'allegato originale.Ringrazio il nostro amico villeggiante e tiriamo le orecchie in primis, agli animali che hanno conciato in cotal modo l'area di raccolta rifiuti, e in seconda battuta, tutta la giunta comunale in carica, che transita davanti a questo spettacolo, almeno due volte al giorno...
Grazie e spero che venga proposta una azione ai fine che simili vergogne, all'inizio della stagione di villeggiatura non abbiano a ripetersi.
02.06.2010 - Alberto Conterio
mercoledì 23 settembre 2009
Radon, Oms riduce i limiti di accettabilità
di concentrazione nelle case a 100 Bq/m3
La Comunità Europea raccomanda i 200 Bq/m3
GINEVRA (22 settembre) - L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha drasticamente ridotto i livelli di concentrazione accettabili nelle abitazioni per il radon, gas radioattivo di origine naturale che può causare cancro al polmone. Lo ha detto una portavoce dell'Oms confermando confermando un'informazione della stampa elvetica. Il radon è la seconda causa di cancro al polmone dopo il tabacco, ha detto la portavoce dell'Oms Fadela Chaib.
L'Oms raccomanda quindi di abbassare i valori di riferimento per il radon ad un massimo di 100 Becquerel (Bq per metro cubo per minimizzare i rischi per la salute, pari a un decimo del massimo di 1000 Bq/m3 indicato nel 1996. Se tale livello non può essere raggiunto, la concentrazione non dovrebbe tuttavia superare i 300 Bq/m3, afferma l'Oms. La nuova raccomandazione nasce da studi epidemiologici condotti in Europa, Stati Uniti e Cina sugli effetti nocivi dell'esposizione al radon nelle abitazioni, ha spiegato un esperto dell'Oms. Molti Paesi hanno già fissato limiti tra 200-400 Bq/metro cubo.In Italia non c'è ancora una normativa per il limite massimo di concentrazione di radon all'interno delle abitazioni private. La Comunità Europea raccomanda i limiti di 200 Bq/m3 per le nuove abitazioni e 400 Bq/m3 per quelle già esistenti. Molti paesi hanno adottato valori di riferimento più bassi: Stati Uniti: 150 Bq/m3, Regno Unito: 200 Bq/m3 , Germania: 250 Bq/m3 La Svizzera ha invece optato per un valore limite prescrittivo di 1000 Bq/m3 e un valore operativo (raccomandato) di 400 Bq/m3, mentre le scuole, per la presenza di bambini e giovani, sono state considerate alla stregua di locali abitativi.
In ogni caso i valori medi misurati nelle regioni italiane variano da 20 a 120 Bq/m3
A seguito di questo articolo, che personalmente ritengo una colossale bufala, in appoggio alla strategia “commerciale” di qualche lobby, al pari del cambiamento climatico planetario, o dei rischi che si potrebbero correre sfruttando l’energia nucleare ed altre isteriche invenzioni simil-verdi o ambientaliste, mi chiedo se una delle molteplici strutture Istituzionali del nostro territorio ha pensato a commissionare uno studio o un progetto che definisca in modo perentorio e definitivo quali sono i rischi per la popolazione - se vi sono - o il grado di verità che articoli come questo, portano in bagaglio.
Interessante era stato l’incontro organizzato in Valle Cervo alcuni anni fa, ma sarebbe a questo punto più interessante ed utile venire a conoscenza di come i nostri Comuni, che si ritengono in grado di fare da soli, si siano organizzati per controbattere gli allarmismi lanciati sui media come l’esempio che ho sopra riportato. Abbiamo poi una Comunità Montana che affonda le sue radici su un territorio quasi per intero interessato dal fenomeno… qual è il suo operato sull’argomento ?
Andiamo oltre. Il Consorzio dei Comuni recentemente rinvigorito con cariche di prestigio, ha portato avanti in questi anni di "vegetale" esistenza un progetto in tal senso ?
Continueremo a pendere dalle labbra di certa stampa scandalistica e catastrofista, oppure ci metteremo a fare sul serio, proponendo alle popolazioni informazioni “certificate” ed esenti da interessi di parte ? Insomma, almeno per quanto riguarda l’informazione e la salute dei cittadini, vogliamo fare del nostro meglio ?



