giovedì 31 gennaio 2013

Incontro Amministrazione Comunale-Cittadini in Frazione Balma



Incontro Amministrazione Comunale-Cittadini in Frazione Balma

Resoconto degli argomenti affrontati

In data 26 gennaio 2013, si è svolto presso la birreria “Il nido del Falco” (che ringraziamo dell’ospitalità) l’incontro Amministrazione - Cittadini, programmato dal Comune di Quittengo.
Questo momento di scambio informativo, tra l’Amministrazione e le opinioni della cittadinanza non è servito forse a risolvere i problemi presenti in Frazione, o ad appianare le differenti vedute e opinioni tra gli interlocutori, ma ritengo che sia stato un grosso successo.
Di fatto, questo incontro, è servito a riportare ufficialmente uno o più componenti della giunta a contatto diretto con i cittadini e i loro problemi, presunti o reali che siano, dopo almeno 10 anni di totale assenza e/o silenzio. Tra i partecipanti, diversi residenti (residenti veri…), proprietari di seconda casa, persone che svolgono il loro lavoro in Frazione e residenti di frazioni a valle e a monte di Balma, oltre al Sindaco, Sig. Giancarlo Machetti, l’Assessore della giunta Sig. Giovanni Taverna  e la Sig.ra Stefania Piccinelli impiegata comunale, in veste di segreteria del Sindaco.

Nell’occasione, abbiamo avuto conferma che il Comune di Quittengo, si trova in grosse difficoltà finanziarie dovute al calo demografico/residenti, e al calo costante dei finanziamenti statali, non bilanciato neppure dalle recentissime entrate IMU, balzello applicato nel nostro Comune con aliquote massime. A causa di ciò, lo stesso Comune si trova quindi, quasi impotente e non più in grado di intervenire sollecitamente sul proprio territorio, con i lavori di normale manutenzione che si renderebbero annualmente necessari.
Ogni intervento cioè, diventa fonte di grossa preoccupazione economica andando ad incidere in modo insostenibile sul delicato bilancio annuale.

Tra le problematiche segnalate con lettere e articoletti sui giornali locali, tutte affrontate dal Sindaco con un breve accenno, i muretti posti di fronte alla Farmacia Comunale in procinto di franare in basso, saranno riparati a spese del Comune sotto la responsabilità del Sig. Sindaco stesso, per il buon decoro della Frazione.
Questo intervento, a onor del vero, spetterebbe alla Provincia di Biella, ma, l’Ente Provincia in via di dissolvimento (per fortuna) da anni non ha denaro disponibile per il territorio, dopo aver sperperato per anni ingenti somme di denaro pubblico garantendo poltrone e poltroncine a noti Deputati e politici locali. Inoltre, i tecnici provinciali interpellati più volte per questi lavori, hanno ribadito che i manufatti esistenti non risultano più a norma, e che pertanto nessuno di loro è disposto ad assumersi la responsabilità delle riparazioni necessarie. Come affermare insomma, che dopo i novant’anni, non ci si può attendere delle cure quando si sta male, perché ormai si dovrebbero essere già morti!

Sull’argomento, verrebbe da chiedersi in quale Nazione viviamo, se, coloro che sono preposti a garantire la sicurezza dei cittadini, possono permettersi di giocare sull’equivoco, pur di non intervenire con la tempestività dovuta. Tanto per fare un poco di storia, ricordiamo, che sul ponticello che supera il Rio Rialmosso tra le frazioni di Fucina e Balma, abbiamo dovuto assistere ad un incidente grave, per veder intervenire chi di dovere dopo oltre 8 anni di inutili richieste e segnalazioni sulla totale mancanza dei parapetti!!!

Un importante intervento (a seguito delle diverse richieste avanzate dai villeggianti e dai residenti estivi) riguarda la recente effettuazione dell’analisi sulla qualità e potabilità dell’acqua erogata dalla nostra fontana.
L’acqua è effettivamente potabile, anzi, molto più che buona. Il Sindaco ha inoltre affermato che questo controllo, assieme a quelli effettuati per le altre fontane di pubblico utilizzo presenti nel Comune di Quittengo, sarà ripetuto annualmente.

Si è finalmente riusciti a discutere pubblicamente anche dei lavori effettuati a protezione dell’abitato, evidenziati al Comune di Quittengo con lettera del gennaio 2011 dai residenti a mia firma, e di come siano stati effettuati solo alcuni degli interventi previsti dalle varie relazioni tecniche e studi effettuati. E’ stato anche reso noto, che tali relazioni, si basano su un dubbio rilievo idrogeologico effettuato sui versanti del Rio Rialmosso. Chi conosce il nostro territorio, può facilmente comprendere quanto poco centri, questo con la Frazione di Balma!!!
Inoltre, è stato compreso dai presenti, che gli interventi effettuati (costati la bellezza di 300.000 Euro ai contribuenti italiani) non hanno eliminato il rischio di frane o rotolamento a valle di grossi massi sulla Strada SP100, nel tratto compreso tra il Rio Rialmosso e le prime abitazioni della Frazione (vedi proprietà del Sig. Pincin), cioè il tratto più esposto e pericoloso.
Dopo questa esperienza, sicuramente negativa e ancora pendente, i residenti, hanno fatto presente che in futuro si aspetteranno dall’Amministrazione un maggior coinvolgimento ed informazione prima di avviare lavori così invasivi per l’ambiente e per l’aspetto paesaggistico della Frazione stessa.

Tra gli argomenti interessanti brevemente trattati dal Sig. Sindaco, citiamo il lento e faticoso processo di unione/fusione dei vari comuni in uno solo (Adorno Cacciorna?), ostacolato da difficoltà amministrative oggettive, ma soprattutto (mio parere personale) da una acor grossa e palpabile contrarietà degli stessi amministratori dei vari Comuni al progetto (che si rende obbligato dai bilanci).
Queste Persone al contrario, dovrebbero cercare di accelerare il processo o che avrebbero già dovuto affrontare e risolvere l’argomento dieci e più anni fa!

A conclusione, pur non essendo riusciti ad  affrontare tutte le problematiche che ci stavano a cuore, che raccoglieremo a parte e provvederemo a recapitarle per conoscenza della nostra Amministrazione Comunale, ringraziamo vivamente il nostro Sindaco Giancarlo Machetti, scusandoci se, durante le discussioni ci siamo fatti trasportare dalla foga del discorso!
Arrivederci al prossimo incontro quindi…

Alberto Conterio

domenica 9 dicembre 2012

Addobbi natalizi



Addobbi natalizi

Anche quest’anno, la nostra fontana è sede di in un piccolo presepe natalizio per la gioia dei residenti e dei passanti domenicali.
 
  

Ennesimo Natale di crisi, sarà comunque festeggiato secondo la tradizione, nonostante la pesante imposta IMU deliberata dalla nostra Amministrazione comunale, con aliquota tra le più alte dell’intero biellese, un piccolo e delicato presepe, possiamo ancora permettercelo.

Tanti auguri a tutti

lunedì 26 novembre 2012

La straordinarietà della manutenzione ordinaria



La straordinarietà della manutenzione ordinaria

Risiedo ormai da 10 anni in Frazione Balma e quindi posso parlare per esperienza vissuta e scrivere di conseguenza una memoria scritta a proposito di quanto successo domenica 25 novembre. È doverosa comunque una brevissima premessa. Dal 2002 ad oggi, non ho mai visto in veste ufficiale un rappresentante della nostra amministrazione comunale in frazione per informarsi sulle necessità o aspettative dei residenti, o esporre ufficialmente idee concernenti il futuro del nostro territorio, così come la stessa frazione non ho mai avuto un’attenzione della stessa amministrazione per quanto riguarda l’ordinaria sua manutenzione, così quando domenica 25 novembre appunto, ho visto verniciare le strisce delimitanti i parcheggi sulla piazzetta antistante l’abitazione del Sig. Giroli, sono rimasto assai colpito e stupito.

Lo stupore comunque ha lasciato presto lo spazio al disappunto, quando ho collegato quello che stava accadendo con l’intenzione della nostra amministrazione comunale di convocare a breve un incontro a quattr’occhi con la popolazione di Balma.

Quando si dice l’opportunismo?
Staremo a vedere insomma…

Non ho interrogato la persona che stava eseguendo il “lavoro” perché non mi piace fare l’impiccione oltre modo. Questo mi impedisce di stabilire la responsabilità di questo ridicolo intervento, potendo essere stato commissionato anche da qualche privato cittadino, troppo esasperato dall’abbandono delle “istituzioni” per ragionare con logica sul periodo migliore per intervenire.

Alcune osservazioni al riguardo comunque, le posso fare fin da ora; normalmente questo tipo di intervento manutentivo si svolge in primavera perché il risultato non sia vanificato in breve dal gelo e dal tempo cattivo invernale, e poi, si ha l’accortezza di verniciare la segnaletica al suolo, su superfici solide e uniformi. Sull’asfalto o su in selciato buono per intenderci.
A Balma purtroppo, ciò, non è avvenuto, e la piazzetta interessata, è un insieme informe di più strati di vecchio asfalto che salta via a pezzetti perché consunto dal tempo e dal gelo di molti inverni, e che in più punti lascia trasparire la terra sottostante. Un campo di patate per intenderci, per il quale avevo già speso delle rimostranze in passato, pubblicate anche sui giornali locali.

Attenderò quindi con trepidazione l’incontro ventilato con la nostra amministrazione comunale per saperne di più e potermi esprimere in merito.

Alberto Conterio - 25.11.2012

martedì 23 ottobre 2012

Quest’anno niente Castagne?



Quest’anno niente Castagne?

Quest’anno occorrerà avere pazienza, non solo per le numerosissime “trovate” del Governo Monti, ma anche per la mancanza quasi totale di castagne nei nostri boschi in Valle.
La causa è da attribuire ad un piccolo insetto detto CINIPIDE o più volgarmente “vespa cinese”.
3 mm di grandezza circa e di colore nero, questo insetto, assomiglia ad un piccola vespa appunto, e depone le uova sui germogli delle nuove foglie a fine estate (agosto). Non pericolosa per l’uomo ma estremamente dannosa per le piante di castagno, ne limita fortemente la capacità vegetativa e di produzione dei suoi caratteristici frutti indebolendo le piante e rendendole più facilmente attaccabili da altri parassiti.


L’insetto parassita, introdotta in Europa dal 2002 partendo proprio dal Piemonte, si è diffusa nelle aree di coltivazione dei Marroni nel Cuneese, tramite talee infette importate direttamente dalla Cina. Sabotaggio o semplice disattenzione? A essere sospettosi si fa peccato dice il Sen. Andreotti, aggiungendo però, che ci si azzecca spesso… Chissà!
Comunque sia, l’infezione in questi anni si è estesa a macchia d’olio verso le aree confinanti della Francia e della Lombardia, arrivando in Veneto e Slovenia. Ultimamente è stata riscontrata anche in Toscana. Attacca solo i castagni e suoi derivati, e grazie a Dio non si hanno segnalazioni di infezione provenienti dal meridione d’Italia.
Studi, cure ed esperimenti con l’introduzione di insetti antagonisti (anch’essi cinesi però), hanno dato recentemente buoni risultati, facendo stimare l’infezione in via di regressione. Le piante infette, se non particolarmente colpite, non sono in pericolo di vita e quindi non devono essere abbattute, ma la loro chioma e soprattutto la produzione di frutti avrà a soffrirne ancora per qualche anno, fino a quando non sarà riportata in equilibrio la loro salute.

Come facciamo noi, a mangiare le tradizionali caldarroste?
Per mangiare qualche buona castagna, quest’anno occorrerà acquistarla al supermercato quindi, ma abbiate cura di acquistare soltanto castagne italiane provenienti dal meridione. Suggerisco per esperienza di ricercare soprattutto le castagne provenienti dalla zona della Sila calabrese, zona bellissima, con boschi di castagne smisurati e ormai secolari, appartenenti un tempo alla Ferrovie dello Stato, quando le traversine della strada ferrata insomma, venivano ancora ricavate dal legno …di castagno appunto!
A vedersi, non sono delle belle castagne lucide come siamo abituati a vederle noi fin da bambini, ma in compenso hanno il pregio di essere decisamente buone e gustose, forse anche più delle nostre! 
Non resta che adattarsi.

Alberto Conterio

lunedì 30 luglio 2012

Sono tornati


Sono tornati

Da un paio d’anni, non si erano più avvicinati tanto. A causa dei lavori di “messa in sicurezza” dell’abitato di Balma infatti, i cervi, forse spaventati o forse semplicemente impossibilitati dalle reti metalliche, non si erano più visto brucare l’erba del prato tra le abitazioni posto alle spalle della nostra fontana. Devono aver trovato una nuova via, e così, martedì 25 luglio, verso le ore 07.00, mentre facevo colazione per recarmi al lavoro, ho visto dalla finestra della cucina, sfilare davanti una grossa ombra… incredulo ho guardato fuori, e ho visto un cervo. Un altro quasi invisibile si muoveva dentro al fogliame degli alberi. Ho recuperato in fretta la macchina fotografica, ho apertp silenziosamente la finestra e sono riuscito a fare due scatti, prima che si inoltrassero nel fitto del bosco.


Questo fatto è eccezionale in quanto precedentemente questi animali, si avvicinavano tanto, soltanto di notte e in stagioni in cui solo i prati attorno alle abitazioni avevano qualche cespuglio di erba fresca… durante il freddo inverno insomma.


Ciò vuol dire che nonostante la presenza degli abitanti, la provinciale con lo scorrere delle auto e gli ostacoli delle reti di protezione, questi animali si trovano bene nella nostra frazione.
Al prossimo avvistamento dunque!   

lunedì 16 luglio 2012

La fusione dei Comuni


Programma, punto per punto : La fusione dei Comuni

Desidero sviluppare l’argomento introdotto con la mia precedente lettera esposizione in data 15 marzo 2011 “Impegno prossimoventuro”, in cui dichiaravo di volermi candidare alla carica di Sindaco per le prossime elezioni Comunali di Quittengo, illustrando i punti guida di quello che sarà il mio proposito o programma per il mandato quinquennale, nel caso dovessi essere eletto.

La priorità assoluta alla quale ogni nostro sforzo dovrà tendere, è la fusione del nostro Comune con un altro o con una serie di altri. Ciò, sarà naturalmente all’ipotesi (non più remota ormai) che i Comuni siamo accorpati d’ufficio, con un bel Decreto del Governo, vanificando incentivi economici oggi ancora disponibili e annullando la non trascurabile idea d’avere una partecipazione popolare alla base del progetto.   


Ma cos’è la fusione di Comuni?
La fusione dei Comuni, rappresenta un efficace strumento di razionalizzazione del territorio, dei servizi e delle funzioni svolte dai Comuni, da cui trarre un incremento dell'offerta sia qualitativa che quantitativa dei servizi di cui i cittadini possono beneficiare, a fronte di un risparmio dei costi burocratici legati al funzionamento degli Enti stessi.
A tal proposito, diffidiamo di chi, parlando di “servizi in comune”, intende salvaguardare il proprio prestigio personale a spese della comunità. Costui, ha ben compreso infatti i vantaggi della “fusione”, ma egoisticamente intende mantenere lo status quo degli incarichi amministrativi suddivisi.

Perché serve la fusione dei Comuni?
Per offrire al cittadino l’opportunità di dare un salutare scossone alle strutture “antiche” di questa repubblica, che ormai non hanno più la possibilità di migliorarsi, ma, tutt’al più, possono mantenersi come sono, con sacrificio dei cittadini.

Candidandomi, mi pongo quindi il compito non facile di informare i cittadini, per renderli soprattutto consapevoli dell’opportunità che gli si offre con questo processo di riordino territoriale.
Solo con la consapevolezza di potere partecipare a decisioni importanti, potremo sperare di tornare a pensare al miglioramento della qualità della vita nelle frazioni.

L’idea futura della partecipazione della cittadinanza in un grosso Comune, stride con la realtà attuale (dei piccoli Comuni) in cui coesistono un gran numero di poteri locali che hanno un dialogo reciproco troppo influenzato da rivalità di campanile quando non addirittura da rapporti interpersonali tediati da situazioni private tra amministratori.
Questo rende evidente come, per funzionare correttamente, i meccanismi dei poteri e dei servizi locali, devono disporre di un numero sufficiente di cittadini. Ciò è chiaramente impedito all’origine nei piccoli comuni come il nostro.
Noi infatti, non abbiamo oggi, la possibilità di scegliere liberamente sulla base di un’offerta, perché non abbiamo semplicemente diverse opzioni di offerta.
Nel caso servisse, come nel nostro caso, promuovere un’alternativa all’attuale amministrazione, il numero esiguo degli abitanti di Quittengo, così come di troppi altri Comuni, impedisce o rende difficile un processo di gestione democratica dei poteri e dei servizi locali alternativo a quelli in carica. Si crea insomma un circuito vizioso, in cui scadenti amministrazioni restano in carica anni e anni per mancanza di possibili ricambi.
Comuni più grossi, forti e finanziariamente autonomi invece, offrono queste possibilità, e sono sicuramente in grado di sostenere e coordinare meglio progetti di rilancio del territorio e di migliorare o aumentare i servizi esistenti per la propria cittadinanza.

Se pensiamo con senso del dovere alle recenti misure legislative che impongono ai Comuni nuove aggravate competenze ed oneri finanziari che presuppongono l’esistenza di comunità locali organizzate almeno dal profilo amministrativo e discretamente capaci dal lato finanziario, non possiamo restare inermi tirando a campare.
Noi abbiamo in primis, il dovere di guardare al nostro territorio, ma siamo anche responsabili che, gli aiuti (finanziamenti) dello Stato e delle Province non siano sperperati o male utilizzati, perché disperdendone le forze, vengano dequalificati o resi inutili come succede oggi, dove ingenti somme di denaro pubblico (cioè nostro) finisce per l’essere suddiviso in mille piccoli rivoli di nessuna utilità e ricaduta pratica reale.

Urge quindi lavorare per ridare ai Comuni una dimensione tale che valorizzi la sua autonomia, riavvicinando il cittadino alle istituzioni.
Questo è un obiettivo ambizioso, ben più ambizioso di quello proposto da anni in Valle Cervo e mai realizzato per la miopia delle Amministrazioni locali, vittime del campanilismo.
I tempi cambiano, sono cambiati e cambiano ancora, così velocemente, che quel progetto appare ormai superato dagli eventi. Un Comune di 700 abitanti infatti, avrebbe pressappoco, le stesse capacità propositive e finanziarie di un Comune di 250 abitanti come il nostro d’oggi. Questo era un progetto valido vent’anni fa, ma noi oggi, non siamo chiamati a ratificare un progetto passato, ma a proporre una soluzione valida per i prossimi vent’anni. Occorrerà quindi cercare di utilizzare (per quanto ci lasceranno ancora fare a livello centrale) la legge sulle “fusioni”, per giungere ad unirci con vantaggio reciproco con un Comune con un grado di autonomia superiore al nostro e maggiormente performante tra quelli che confinano con il Comune nostro.
Nulla quindi sarà lasciato intentato per giungere a questo risultato, restando personalmente favorevole a qualsiasi soluzione “guardi a valle”.

Qualcuno, si chiederà, …ma invece di decentralizzare lo Stato vogliamo promuovere l’abolizione degli Enti locali?
Assolutamente sbagliato, è vero proprio il contrario! Uno Stato moderno ha bisogno di Comuni solidi sia sotto il profilo finanziario, che sotto il politico e gestionale. Solo così i Comuni potranno avere voce in capitolo nella vita politica e amministrativa del Paese.

Il vero processo involutivo è stato compiuto agli inizi degli anni ’70, quando con l’introduzione dell’ordinamento territoriale in Regioni, venne soppresso il Regio Decreto che sanciva il «Testo unico per la finanza locale». Praticamente, si sciolse l’ordinamento territoriale ed amministrativo Sabaudo, basato sulla centralità del controllo (il Governo del Paese) e il decentramento amministrativo (gestione pratica di Province e Comuni). Sono passati 40 anni, e “gli errori vengono al pettine”, per restare al passo con i tempi occorre tornare al più presto al punto di partenza.

Oggi tutto è mutato: le basi economiche territoriali, i rapporti con la gente, l’immagine stessa dello Stato. Deve quindi cambiare anche il Comune!
Una società che non accetta il mutamento è una società senza futuro, così come, un’amministrazione che non riesca a valutare obiettivamente il beneficio dovuto ad un cambiamento, è un danno per la società e il territorio che crede di gestire. E noi in questi ultimi vent’anni, siamo testimoni evidenti di questo degrado.

Ma, qualcun altro si chiederà ancora, …le nostre tradizioni e la nostra storia locale, cadranno nell'oblio?
Assolutamente no, perché anche gestire le eredità del passato è più facile quando l’Ente preposto, ha la forza culturale ed economica per farlo. Gestire l’eredità del passato infatti, non significa conservarla tale e quale era un tempo. Significa invece salvaguardarne lo spirito, valorizzandone gli aspetti positivi per adeguarla ai tempi che viviamo.
La storia risulta utile quando ci serve da esempio pratico per attuare un progetto per un futuro migliore. Se la storia e le esperienze passate diventano uno strumento per storicizzare il presente, non servono a nulla, anzi diventano di ostacolo al futuro!
Anche in questo caso quindi, un maggior numero di cittadini, idee e risorse, risulterà vantaggioso a preservare le importanti testimonianze storiche e le peculiarità della tradizione locale del nostro territorio.

Chiudo questo primo capitolo sperando che le argomentazioni che ho esposto siano valide per avviare un dialogo costruttivo tra noi, ma soprattutto, abbiano fugato alcuni dubbi, o abbiano stimolato anche, nuovi e più interessanti interrogativi.

Alla prossima esposizione…
Alberto Conterio