martedì 9 novembre 2010

Strano traffico sulla provinciale...

Strano traffico sulla provinciale…

Una delle sere passate, portando al punto di raccolta, il sacchetto quotidiano dell’immondizia, mi sono imbattuto in una grossa volpe. Guardando verso i monti per attraversare la strada, ho visto nell’oscurità, appena diradata dalle scarse luci pubbliche presenti, ciò che a prima occhiata ho giudicato un cane di media taglia. È bastato poco però per rendermi conto, che l’animale fermo furtivamente in mezzo alla strada all’altezza della nostra fontana, al centro dell’abitato, non era un cane, ma una grossa volpe. La sua grossa coda infatti non poteva lasciare dubbi in merito.


Una mezza voce per attirare la sua attenzione è bastata per farla scomparire in fretta, inghiottita dalla vegetazione.
Non era certo la prima volta che nei paraggi abbiamo potuto vedere una volpe, ma di solito questi avvistamenti si intensificano sul finire dell’inverno, quando la fame costringe le volpi ad essere meno prudenti e ad avvicinarsi agli abitati per trovare qualche cosa da mettere sotto ai denti.
La poca popolazione residente ed il traffico scarsissimo sulla provinciale evidentemente portano questi animali a occupare porzioni di territorio sempre più estesi, sovrapponendosi ormai quotidianamente sugli spazi controllati dall’uomo.
Sono esperienze che a Torino non ho mai potuto fare quando ero piccino, e che sono contento di poter offrire ai miei figli.

La volpe rossa comune

La volpe

La volpe rossa comune (Vulpes vulpes) è diffusa in tutto l'emisfero nord del pianeta ad eccezione delle zone desertiche degli Stati Uniti e del Messico e nel Sahara. In Italia è presente in tutte le regioni anche se è poco comune nella pianura padana a causa dell'antropizzazione del territorio. Nella maggior parte delle zone rappresenta l'unico mammifero carnivoro di medie dimensioni ancora presente allo stato selvaggio. Spesso è presente anche nelle periferie delle grosse città, soprattutto se sono presenti delle grosse aree verdi o parchi pubblici di grandi dimensioni.


Canide di medie dimensioni (misura in lunghezza da 65 a75 cm). Ha il muso lungo e affusolato, le orecchie dritte, appuntite e nere nella parte posteriore e le zampe corte. La coda è lunga (da 35 a 45 cm) e molto folta solitamente con la punta bianca. Presenta una grande variabilità sia individuale sia geografica. Il manto, per esempio, è generalmente di un ricco rosso scuro anche se varia da un individuo all'altro, sia da una zona all'altra. Generalmente il dorso va dal bruno rossiccio al grigio con i fianchi più chiari. La regione ventrale è bianco-grigia. Di norma in inverno è di colore più scuro che in estate. Il mantello è formato da peli lunghi, come ad esempio quelli della coda che arrivano a 87 mm.

E' il carnivoro selvatico più diffuso e con più vasta zona di distribuzione. Può prosperare negli habitat più svariati (dal livello del mare fino a 3200 m): vive principalmente nei boschi, ma si può rinvenire anche in brughiere aperte, in montagna e nelle campagne coltivate. La volpe è un animale notturno, ma dove vive indisturbata è attiva anche con la luce del sole. Durante il giorno si ripara sotto i cespugli, in piccoli fossi, nelle tane scavate da lei stessa o in tane di tasso e di istrice abbandonate, in città può nascondersi nei giardini o tra il materiale di scarto.

Si nutre di lepri, conigli, roditori, ricci, mentre tende ad escludere i toporagni e  le talpe. Mangia insetti, uccelli, uova, lombrichi, carogne e rifiuti. In estate e in autunno integra la sua dieta con frutta e bacche. Le sue esigenze alimentari sono di circa 500 gr. di cibo al giorno.

Normalmente forma gruppi familiari composti da un maschio e varie femmine (fino a 6) con i loro piccoli. Tra le femmine esiste un sistema gerarchico che limita la capacità riproduttiva a quelle più potenti nella scala gerarchica. Quando in un gruppo partorisce più di una femmina l'allattamento avviene in forma comunitaria. I giovani di solito 4 o 5, nascono nella tarda primavera. Sono attivi e svezzati dopo circa sei settimane, ma stanno con la madre sino all'autunno.


Il principale nemico della volpe è stato e resta tutt’ora l'uomo, che la perseguita fin dalla più remota antichità. La caccia alla volpe ancora praticata in Gran Bretagna ad esempio, lo era anche in Italia perché questo animale era considerato dannoso per l'economia prettamente rurale del tempo.
La Volpe infatti è particolarmente abile a penetrare nei pollai. Per questa sua dote, viene considerata fin dai tempi più antichi l'incarnazione della furbizia.
Oggi comunque l’uomo rappresenta un pericolo per la volpe in funzione dell'antropizzazione causata al territorio che la ospita.

venerdì 29 ottobre 2010

Caldarroste perfette !


Caldarroste :
c’è sempre da imparare !

Chi mi conosce sa che sono ghiottissimo di castagne. Per me la castagna resta un sogno per 11 mesi l’anno, e quando i frutti cominciano a cadere dagli alberi a metà ottobre… comincia la festa.
Mi piacciono cotte in ogni modo, ma la caldarrosta resta la “regina”.
Una buona caldarrosta ha bisogno di una fiamma vivace, di una pentola forata con il manico della giusta lunghezza e di un braccio che non si stufi di far saltare le castagne per tutto il tempo che queste restano sul fuoco, in modo da ottenere frutti cotti a puntino senza che si carbonizzino !


Quando abitavo a Torino, in un classico appartamento di condominio, il fuoco libero in cucina non era certo consigliabile per la sicurezza, e ci si arrangiava alla meno peggio con una bistecchiera chiusa appoggiata sulla fiamma del Gas. Qui a Balma, la limitazione è data esclusivamente dal tempo. Tempo libero o naturalmente dal tempo meteorologico, non sempre permissivo della nostra terra. Così occorre sfruttare ogni momento propizio del fine settimana tra una pioggia e l’altra.
Una volta di più - devo dire - ci viene in aiuto la nostra cara, vecchia e tanto bistrattata Unità d’Italia, la Patria insomma, che riunendo in essa molte tradizioni e molte esperienze, anche le più stravaganti ci indica per le caldarroste, una soluzione “ognitempo”.
Una delle sere passate, mentre assistevo al Tg1 delle 20.00 infatti, mi è capitato di ascoltare un servizio giornalistico sulla frutta di stagione, il suo costo, e le solite raccomandazione degli immancabili “esperti”.  In esso il giornalista con la sua telecamera al seguito si inoltrava in un mercatino rionale di Roma. Si proprio di Roma capitale, e tra la frutta ben esposta nelle bancarelle si arriva ad inquadrare delle belle castagne di stagione. Non stiamo a scrivere del prezzo - simile a quello praticato nelle gioiellerie la settimana prima di San Valentino - ma siamo rimasti colpiti dalla breve intervista successiva ad una signora, che, acquistando sul momento delle castagne, dava al giornalista un consiglio pratico per trasformarle in breve tempo e con estrema praticità in perfette caldarroste !
In sostanza si tratta di incidere le castagne come siamo abituati a fare normalmente, stenderle su una teglia da forno con un goccino d’acqua sul fondo (qualche cucchiaio da minestra) infilare in un forno ventilato a 200 gradi per il tempo necessario… stop. Il gioco è fatto !
Chiaramente il tempo dipende dalla grandezza media dei frutti, ovvio, …ma il risultato è perfetto davvero, in quanto la sera successiva ho fatto con pieno successo, il mio “esperimento”. 20 minuti in tutto !!!
Ora, anche nelle immancabili giornate piovose dei nostri fine settimana o la sera durante i giorni feriali, possiamo allietarci il tempo con delle caldarroste gustosissime.
Provare per credere. Grazie Roma !!!

29 ottobre 2010 - Alberto Conterio

martedì 19 ottobre 2010

Giorgio Pincin... una garanzia !

Giorgio Pincin… una garanzia !

In questa pagina del Blog, desidero fare un poco di pubblicità ad una delle poche attività commerciali ancora presenti a Balma.
La nostra, che in passato, era una frazione di estrema laboriosità, oggi sta lentamente uscendo dal massimo spopolamento e oblio raggiunto una decina d’anni fa, grazie alla sopportazione degli abitanti autoctoni certo, ma soprattutto alla passione delle nuove persone stabilitesi in valle, che con passione ed impegno desiderano portare un contributo allo sviluppo di questo territorio.


Giorgio Pincin, con la sua attività commerciale rientra tra essi, e si spinge ben al di la di ciò che l’apparenza può far credere e pensare.
Nel suo locale, vero punto di riferimento per i dimenticati abitanti di Balma e dintorni si trova innanzitutto un’amicizia, un consiglio, un aiuto fisico e morale, un sorriso, una battuta, …poi anche un riferimento commerciale di base. Durante la bella stagione, che da noi si riduce al periodo tra l’inizio di luglio e la fine di agosto, quando i villeggianti alzano la media standard delle richieste della popolazione reale (conteggiata non tra i residenti anagrafici ma tra coloro che realmente abitano h24 sul territorio) il locale di Giorgio serve anche da trattoria casalinga e da punto informativo “turistico”. In autunno assieme ad un caffè, si può ottenere il bollettino locale dei “funghi”, oppure chiedere l’azzardo di una previsione meteorologiche sicura di medio periodo.
Supportato dalla “public relations”, Chiara Fiorina sua consorte, e da un cospicuo archivio documentale, fornisce consulenza storica locale a 360 gradi, partendo dal XVIII secolo.

Difficile pensare alla nostra frazione senza la caratteristica figura di Giorgio, che con la sua immancabile quanto proverbiale flemma, è sempre presente e disponibile per tutti.

Chi volesse prenotare una polenta concia in allegria, può telefonare allo… 015.60471.
Grazie Giorgio, e a presto !

19 ottobre 2010 - Alberto Conterio

lunedì 18 ottobre 2010

Tragedia sfiorata a Balma

Tragedia sfiorata a Balma

Domenica 10 ottobre poco dopo le 23, un automobilista con tasso alcolico oltre i limiti di guardia è finito sul greto del Torrente con la sua auto dopo essere volato fuori dal ponte in località Fucina, poco prima di frazione Balma.
Su “il Biellese” di martedì 12 ottobre, nell’informarci, il giornalista che si firma C.MA, scrivendo l’articolo ha omesso un particolare che ritengo importante.


Il “pezzo” infatti, apre con questa frase : “L’automobilista che stava tornando verso casa, a Quittengo, ha visto quell’auto sfrecciare, puntare diritto il parapetto e volare sul greto del torrente da un’altezza notevole.”
Cercherò di completare questo articolo, ricordando che in data 28 aprile 2009 era stato pubblicata una mia lettera in cui, tra le manchevolezze riscontrabili sulla Strada Provinciale in prossimità delle frazioni di Bogna e Balma, denunciavo la totale mancanza del parapetto, …quello che l’automobilista di domenica, non può aver sfondato perché non presente da quando, l’alluvione del 2003 in Valle Cervo, se l’è portato via.
Da allora sul nostro ponticello, il “parapetto” è rappresentato da un intreccio informe di rottami contorti somiglianti ad alcune transenne mobili, tenute in equilibrio sul vuoto da filo di ferro e nastro colorato utilizzato nei cantieri. La nostra amministrazione Comunale, sempre solerte nel risponde alle esigenze dei suoi cittadini, in tutto questo lasso di tempo, pur passando da un sindaco ad un altro, ha alzato le braccia, perché il ponte, trovandosi sulla provinciale, non è di sua competenza.
La Comunità Montana “la Bursh” ancora più solerte pare non essersi neppure accorta del problema, mentre la Provincia di Biella, sia essa retta da Scaramal prima, che da Simonetti della Lega Nord oggi, evidentemente non hanno ancora compreso che l’incombenza spetta a loro.
Probabilmente la responsabilità verrà scaricata su quel birbante del Ministro Tremonti che non concede fondi, e quest’ultimo, strappandosi i le vesti, tornerà a raccontarci della crisi internazionale.
Scongiurata la tragedia comunque, grazie alla vicinanza con la valle di Oropa e quindi alla sicura intercessione della Madonna Nera Regina dei monti la ospitata, a noi abitanti della Valle Cervo, resta la speranza che la nostra Provincia - utile solo ad assegnare qualche bella poltroncina di velluto - vinca al Super Enalotto la somma necessaria a ripristinare le condizioni minime di sicurezza di questo ponte con un manufatto che somigli ad un parapetto. Siamo in attesa di ciò, da 7 anni !
In tutto questo tempo, i cittadini di Balma, di Quittengo e di tutta la Valle Cervo, hanno continuato e continueranno a transitare sul ponticello a loro rischio e pericolo; presto inoltre, la strada tornerà ad essere nuovamente ghiacciata.
La certezza di pagare le stesse tasse dei cittadini residenti in Via Italia a Biella però, ci permette di non dimenticare l’interesse dimostrato su questo argomento dai nostri signori amministratori… anzi ci ricorderemo bene di loro alle prossime elezioni. Non dubitate. Grazie !

Alberto Conterio - 17.10.2010
Articolo inviato a "il Biellese in data di lunedì, 18 ottobre 2010

sabato 2 ottobre 2010

Commemorazione per il 150° Anniversario della prclamazione del Regno d'Italia


Commemorazione ? ...no grazie !

Oggi, sabato 2 ottobre, a 150 anni esatti dal termine della battaglia sul Volturno del 1860, avremmo dovuto commemorare Cicero Tommaso e Pio Magnani, Eroi risorgimentali di Quittengo. Il primo caduto al Volturno appunto ed il secondo ricordato per la sua morte su Monte Suello durante la terza guerra di indipendenza del 1866.


Il desiderio di ricordare questi caduti in modo solenne mi ha guidato per mesi.
Ho cercato, ho scritto, telefonato, provato a prendere accordi, ho assistito anche ad un Consiglio Comunale nel tentativo fallito di trovare interesse nell’amministrazione. Nulla !
Questa Italia non la vuole più nessuno, e i disgraziati che sono morti per essa sono destinati ad essere presto dimenticati del tutto.
Pazienza !

Affermare che nessuno ha ricordato a tempo questi caduti e questa data è ipocrisia. I residenti in Quittengo che transitano più volte al giorno davanti a questa lapide sapevano… ma hanno preferito far credere il contrario.
I valori della Patria infatti sono oggi fortemente in contrasto con il valore del frigorifero pieno, con l’interesse per il proprio orticello, con l’ipocrisia del politicamente corretto…
Suvvia siamo quasi tutti leghisti, ed allora quel balordo di Garibaldi fosse crepato prima ci avrebbe fatto soltanto un favore !
E Cicero Tommaso, garibaldino caduto - per l’Italia e Vittorio Emanuele - secondo il motto che smosse una Nazione dopo secoli di servaggio straniero ?
Povero fesso, manco sembra un Valit… uno di quelli furbi, puri e duri d’oggi ! Fatti suoi e se domani la lapide per “dimenticanza” dovesse anche staccarsi dalla parete della nostra Chiesa parrocchiale chissenefrega, anzi meglio, ci attacchiamo su una bella fotografia di Cota Presidente !
Aria nuova !

Io penso al contrario che certi valori non passino di moda anzi… essi acquistano credito negli anni e fanno la differenza tra una società che progredisce ed un’accozzaglia di disperati alla deriva.
Ecco perché ringrazio coloro che avevano risposto positivamente alla mia proposta, il Gruppo Storico “Pietro Micca”, il Gruppo Storico “La Cerchia”. Un grazie di cuore all’amico Gianni Ruzzier della Segreteria di SAR il Principe Amedeo di Savoia Duca d’Aosta e allo stesso Principe, che con estrema gentilezza, cortesia e disponibilità mi hanno fatto avere un graditissimo messaggio per l’occasione che provvederò a consegnare in Comune quale testimonianza.

Concludo mestamente questa pagina del Blog che speravo potesse essere al contrario una bella pagina, ricordando ciò che è inciso su una pietra all’entrata del cimitero degli Eroi sul colle di S. Elia a Redipuglia :

“Agli invitti Eroi caduti, che hanno versato tutto il loro sangue,
solo è degno di accostarsi chi ha nel cuor la Patria”

Io sono orgoglioso di potermi accostare a loro e di essere italiano !

Viva l’Italia sempre !!!


L'epilogo alla Commemorazione - "il Biellese" - Venerdi 19 novembre 2010 - di Paola Avvenengo

giovedì 19 agosto 2010

Un momento di Paura


Momento di Paura

Il giorno 11 agosto, siamo stati svegliati di soprassalto da una scossa di terremoto.
Il terremoto a Balma ? Proprio così, inusuale nella nostra zona, è stata almeno per me davvero spaventosa. L’ho vissuta come un’onda che arriva, si infrange e si allontana… tutto in una manciata di 2 o 3 secondi. Una “legnata” secca, tanto che a mia esperienza personale neppure l’ho identificata come un “terremoto” in un primo momento, …mi è sembrato più qualche cosa che rotolasse giù dal fianco della montagna e poi si arrestasse di colpo facendo vibrare il terreno sotto di noi.



Solo il subitaneo silenzio assoluto successivo mi ha riportato alla realtà. Nessun rumore esterno, nessun guaito animale !
Ho dato un’occhiata all’orologio sul comodino : ore 03.30 !
Per fortuna è passata senza danni, ma ci ho messo una buona oretta prima di riaddormentarmi !


Tratto dal Web… “il Sussidiario.net

TERREMOTO IN PIEMONTE/ Scossa di 3,0 gradi tra Ivrea e la Val d’Aosta
Redazione

mercoledì 11 agosto 2010

TERREMOTO PIEMONTE – L’epicentro e la magnitudo del terremoto - Scossa di magnitudo 3.0 avvertita questa notte alle ore 3.28 nel territorio delle Alpi Graie tra Piemonte e Val d’Aosta Un operatore della protezione civile piemontese, contattato telefonicamente da il sussidiario, ha confermato una scossa di terremoto questa mattina in Piemonte nelle zone relative ai comuni di Ivrea e Bra.

Successivamente, anche l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia da noi contattato ha confermato la scossa di questa notte. Non è la prima volta che la zona interessata registra scosse di non grossa entità in questo territorio. Ricordiamo la segnalazione relativa all’aprile del 2009 che aveva come epicentro i comuni di Bra, Pocapaglia, Sanfrè ed era stata avvertita anche a Torino con numerose chiamate ai vigili del fuoco.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia conferma che il dato ufficiale della scossa di questa notte è di magnitudo 3.0 rilevato a circa dieci chilometri di profondità. Il comune interessato più vicino al sisma è quello di Quincinetto a pochi chilometri dal confine con la Val d’Aosta, ma la scossa stata avvertita anche nelle zone di Ivrea e Bra, già interessate in passato a fenomeni analoghi.