mercoledì 2 giugno 2010

Immondizia vergognosa

Pubblichiamo la fotografia inviata alla nostra casella di posta da parte di un turista, un villeggiante, che conoscendo questo Blog, ha voluto essere gentile, e "partecipare" nel bene di tutta la comunità, villeggianti e soprattutto residenti.

Se a qualcuno venisse il dubbio che la fotografia l'avessi scattata io, Vi avviso che ho conservato la Mail su citata e l'allegato originale.

Ringrazio il nostro amico villeggiante e tiriamo le orecchie in primis, agli animali che hanno conciato in cotal modo l'area di raccolta rifiuti, e in seconda battuta, tutta la giunta comunale in carica, che transita davanti a questo spettacolo, almeno due volte al giorno...

Grazie e spero che venga proposta una azione ai fine che simili vergogne, all'inizio della stagione di villeggiatura non abbiano a ripetersi.

02.06.2010 - Alberto Conterio

domenica 23 maggio 2010

Nello Bonino, 100 anni e non sentirli

Nello Bonino, 100 anni e non sentirli

Domenica 16 maggio a Balma una visita inaspettata. Come sempre il Sig. Nello Bonino, accompagnato dai figli e nipoti, ha fatto una rapida visita in frazione, dalla Liguria dove risiede.

Questo giovanotto di 100 anni al 21 del prossimo novembre, è parso come solito fresco e molto presente. L’avvenimento era importante, infatti, data un’occhiata alla sua casa, ha dovuto recarsi dalla cognata a Pollone… la Sig.ra Pina Monti infatti, 100 anni li ha compiuti proprio domenica, e alla festa Nello, non poteva mancare.

Torna presto caro Nello, in frazione ti aspettiamo per l’estate !

martedì 16 marzo 2010

Siamone coscienti !

Innamorato di questa Valle, non posso che essere pessimista sul futuro di questo territorio. Nei fine settimana infatti, mi capita di compiere passeggiate nei dintorni di casa calcando le vecchie mulattiere ed i sentierini. Alcuni ricamano angoli e scorci panoramici davvero unici, impreziositi da antichi manufatti in pietra, che pur essendo soltanto delle costruzioni montane si fanno ammirare per la loro bellezza, semplicità, integrazione con la natura ed utilità pratica. Magnifica in tal senso la stradina che da frazione Bogna, scende verso il ponte in pietra che conduce alla cappella del Crest in frazione Riabella. Fantastico lo scorcio sul Torrente Cervo che passa incassato tra le pareti di roccia altissime, infine molto belle le case e le baite non più abitate sul lato opposto la strada provinciale.

Detto questo, tornando con i piedi bene a terra dei tempi nostri, e volendo fare un paragone con le infrastrutture “moderne” occorre munirsi di calma e tanta pazienza .

Già l’anno passato avevo avuto modo di segnalare una serie di problemi dovuti ad incuria e mancata manutenzione sulla SP.100, fotografando parte di essi tra le frazioni di Bogna e la Frazione di Balma, direttamente interessate, sperando nell’imminente cambio di vertice alla Provincia.

Caduto il Presidente Scaramal infatti, gli amici Leghisti hanno gioito e brindato lungamente per l’elezione del loro pupillo Simonetti (imposto da Roma in barba alla bistrattata democrazia).

Nulla è cambiato però. Faccio soltanto un esempio, perché mi secca dover perdere ancora tempo per segnalare delle ovvietà sotto agli occhi di tutti. Il ponticello in Frazione Fucina, rimane tutt’ora senza protezioni e/o balaustre dopo che l’alluvione del 2001 le strappò via !

Ricordo che su questo ponticello, transita tutto il traffico della Valle, …residenti (santi) e turisti (folli), andata e ritorno ! Non voglio aggiungere altro.

Una cosa però voglio ancora scrivere e dovete concedermela.

Mi pento infatti… Voglio scusarmi con loro. Desidero dar ragione agli amici Leghisti, dopo che, per anni li ho presi in giro definendo il loro Partito, un Movimento da osteria…

Avevate ragione Voi. Non siete un gruppo folcloristico dal bicchiere facile, siete un Partito vero, bisogna riconoscerlo. La Lega Nord infatti, non solo si è radicata perfettamente in Roma capitale, ma si è pure integrata perfettamente con l’andazzo tipico di tutte le altre forze politiche sul territorio che l’hanno preceduta nella guida di questa Provincia. La Valle Cervo con la sua SP.100 continua di fatto in suo lento declino verso livelli di vivibilità sempre più bassi nell’indifferenza di chi si vanta di amministrarci.

Concludo… abbiamo fatto una provincia nuova (e di quattro gatti), abbiamo già cambiato destra con sinistra e sinistra con l’osteria, ma in fondo, si stava meglio, quando si stava peggio !


16.03.2010 - Alberto Conterio

venerdì 12 marzo 2010

Ancora sulla nostra povera Valle

Leggo con piacere, ma anche con rabbia su “Il Biellese” di martedì 9 marzo 2010, l’articoletto del Sig. Andra Pavan sulla Valle Cervo.

Con piacere, perché esso è chiaramente la conferma che non sono un visionario..

Splendida la definizione di “anarco-immobilismo”, quando l’autore si riferisce alle amministrazioni presenti sul territorio, non avrei saputo coniare un termine tanto azzeccato.

Ottima anche la proposta di sfruttamento del territorio ad uso e consumo in primis del territorio e della popolazione realmente residente. Una proposta logica, peraltro già avanzata da me in articoli passati, in proposte verbali a persone facenti parte delle Amministrazioni su dette ecc. ecc.

Il problema sta proprio nell’immobilismo. Per fare però, occorre darsi da fare, e magari farsi anche qualche nemico, …ma è una legge della natura, che un Amministratore eletto, ha il DOVERE di sfidare.

Con rabbia poi, perché si assiste impotenti ad un curioso fenomeno popolare di autocastrazione, …perdonatemi il termine.

Assistiamo cioè ad una sorta di ribellione interiore, che non ha riscontro poi nei fatti esteriori.

Voglio essere chiaro, …nel 2009, abbiamo avuto la possibilità di cambiare musica in tre comuni della valle su cinque, ma il grosso dei votanti, pur scontento su quasi tutto, ha continuato a dar forza al gruppo amministrativo anarco-immobilista già presente. In un caso poi, (vedasi il Comune di Piedicavallo) abbiamo addirittura avuto un caso di involuzione. Mi chiedo, se valga la pena impegnare del tempo libero per tentare di dare un futuro a questa Valle, quando è la Valle stessa che si rifiuta d’essere aiutata. Dicono però, sia amore del giusto…

Il nostro è un territorio sano, con delle discrete possibilità di sviluppo a breve e lungo periodo, solo se cominciamo da oggi un lavoro serio nel suo rilancio. Attendere potrebbe essere fatale, perché le condizioni generali della società biellese (della Provincia) variano continuamente, e perché potrebbe subentrare un fattore esterno alla stessa Provincia di Biella, che in futuro potrebbe orientare la globalità delle risorse altrove, ed in modo definitivo.

Noi abbiamo già perso l’occasione di diventare una vera zona residenziale a ridosso del centro cittadino di Biella, durante gli anni ‘90 - 2000. Anni ancora “grassi” economicamente. L’immobilismo di cui sono assolutamente responsabili gli stessi nomi oggi in carica in tutti i comuni della Valle infatti, si sono fatti scappare questa occasione in favore di zone, magari più panoramiche, ma sicuramente più scomode e lontane… parliamo della collina di Valdengo e Cossato, o della zona di Mongrando e Pollone. Queste sono occasioni perse che non torneranno, ma del resto, ci eravamo già fatti scappare l’occasione di diventare negli anni ’70 un polo attrattivo per le “seconde case”, delle zone industriali limitrofe (vedasi le Province di Novara e Varese), perché siamo amministrati da persone che pur onestissime, non hanno mai messo il naso fuori Valle, e che in Valle hanno una molteplicità di piccoli interessi che intendono continuare a curare per puro prestigio personale.

Siamo comunque alla resa dei conti finale, perché gli sprechi ed i disservizi locali, tollerati centralmente a Roma grazie alla politica dell’opportunismo che risiede negli interessi particolaristici della Lega Nord, validi a mantenere questo stato di cose (autonomie locali, enti e para enti indipendenti ecc. ecc.) per accrescere virtualmente la sua forza in seno al Parlamento nazionale, così com’era anni fa, quando ad imperare erano le giunte, micro giunte, consigli di quartiere e di giardini zoologici comunali di Sinistra, non potranno più essere tollerati per questioni di bilancio. Alle prossime elezioni infatti, vi sarà l’ennesimo e dovuto cambio di direzione, dopo il ventennio berlusconiano.

Allora chi prenderà in mano le redini del sistema, sia esso di destra o di sinistra, non potrà più rimandare la decisione, e cadranno le teste di molti Enti.

Faccio una previsione : le prime a cadere saranno le Province. Pur commettendo un errore infatti, le Province verranno abbattute in favore delle Regioni, perché sono l’ultimo lontano ricordo dell’amministrazione corretta del territorio lasciataci in eredità dall’Italia Monarchica e Sabauda. Altra testa già nel cesto, si individua dei Comuni inutili e microscopici come quelli della nostra Valle (guarda caso). Eliminati questi, non servono più neppure i Consorzi dei comuni, adibiti per dare una seggiola pagata ai “non eletti”, e non serviranno più le Comunità Montane, che servono ad assicurare una legislatura di “purgatorio rigenerativo” a tutti quei Sindaci, che contro la loro volontà, ogni due mandati, devono loro malgrado mollare la presa per legge !

In questo contesto, la nostra Valle uscirà con le ossa rotte, come passata nel tritacarne siamone certi e consapevoli. Allora sarà, non solo inutile urlare allo scandalo, ma ipocrita, perché lo scandalo lo viviamo nel silenzio assenso proprio oggi.

Grazie ancora al Sig. Pavan per avercelo ricordato.


12.03.2010 - Alberto Conterio

martedì 16 febbraio 2010

Un inverno lungo

Un Inverno lungo


Meditavo in quest’ultimo fine settimana, su quanto ridicola è la pretesa che vuole convincere la gente sull’imminenza del disastro climatico ed ambientale.

Sono ormai alcuni anni, che gli inverni sono tornati a “mordere” con un freddo pungente e per un periodo molto lungo. Di qui, il titolo di questa riflessione, che ha scopo di dissentire nel modo più assoluto dalle falsità e dalla violenza della nuova religione ambientalista, che vede nell’Uomo una entità criminale.

Questo “fondamentalismo” infatti , non perde occasione negli ultimi 10 anni, per dar fiato alla sua “martellante” nenia, fatta di denunce roboanti e di esempi scandalo.

Ma chi oggi, come me, desidera cantare fuori dal coro, ha bisogno di prove, e allora guardando allo specifico della nostra zona ai piedi delle montagne, pare che già prima dell’ultima guerra mondiale, ci fosse l’interesse allo studio del clima dell’arco alpino.

Nel leggere questi studi, si viene a sapere ad esempio che si erano trovate prove certe della crescita di alberi d’alto fusto (larici) a quote oggi impensabili (sopra i 2300 mt), e che nel medio evo, coltivare l’ulivo in Valle d’Aosta era cosa normale.

Vent’anni fa, facendo il turista in Scozia, ero rimasto stupito nell’apprendere che i castelli medioevali in loco, non avevano vetri alle finestre. Ricordo che non mi capacitavo, di come fosse possibile vivere d’inverno a quelle latitudini, senza delle finestre che proteggessero dal freddo e dal vento.

Oggi forse possiamo dare una risposta al mio quesito. Un tempo faceva più caldo, …molto più caldo d’oggi !

Eresia ? Forse, ma sarebbe il caso di documentarsi ed imparare su questo argomento più di quanto vogliono metterci in testa a forza alcuni benpensanti…

Torniamo a riflettere. Che il clima cambi, è assodato, perché è la storia che lo conferma, non i ciarlatani d’oggi che vogliono “vendere” il loro disastro imminente.

Le ere glaciali sono provate, così come molti documenti possono dimostrare con esempi concreti che 1000 anni fa faceva molto più caldo di oggi. Ma perché cambia il clima ? Non sono un esperto climatologo, quindi sono sicuro di non sbagliare scrivendo che esso cambia perché il pianeta Terra è vivo, e si muove all’interno di un universo vivo ed infinito in presenta di forze enormi che prendono energia dalla stessa creazione del cosmo.

L’arroganza e la supponenza del genere umano però, si concentrano sul cambiamento climatico, con fine calcolo di interesse.

Perché ? Intanto perché questa “religione” trova sponda in chi, promovendo, producendo e vendendo amenità pseudo ambientaliste fa un sacco di quattrini, e poi perché l’Uomo, sempre più erudito, potente ed arrogante appunto, non potendo ancora spiegare le forze che governano il cosmo, vuole almeno spiegare come l’Uomo possa cambiare il clima di questo pianeta.

E come dire, che l’uomo moderno, ateo per scelta (o per interesse), non credendo in Dio, deve poter credere nel surrogato più vicino a Dio. L’Uomo.

I cambiamenti climatici quindi, non potendoli spiegare, o dovendoli almeno “utilizzare” per far quattrini, devono dipendono obbligatoriamente dal lavoro dell’Uomo. Il suo operato infatti si presta meravigliosamente bene a questi interessati sacerdoti !

E’ così l’Ateismo, a caccia da sempre del “principio d’origine”, è riuscito a creare almeno in ambito ambientale e climatico, l’uomo criminale per escutere in qualche modo, la presenza ingombrante dell’incognita di Dio !

Onestamente, per quanto importante sia diventata la conoscenza umana, possiamo pensare che noi, piccoli e sparuti Uomini nel cosmo, siamo oggi in grado di contrastare le forze incontrollate del cosmo ? Direi di no… il solo pensarci, provoca in me una grassa risata. Una cosa ridicola, tanto ridicola quanto la notizia più volte ripetuta in questi anni sotto Natale, dello scioglimento degli Iceberg in Antartide. Perché sotto Natale ? Intanto perché la gente a Natale è meglio disposta a cospargersi in capo di cenere, e poi perché a Natale in Antartide è estate. Dettaglio non da poco, ma da tutti i media taciuto. È quindi normale che d’estate in Antartide, si stacchino degli Iceberg che poi vagano per l’oceano sciogliendosi poco a poco !

E allora mi chiedo, ma possiamo finirla una buona volta di scrivere e pubblicare menzogne ?

Finiamola almeno a livello locale di dare spazio a persone che, anche in buona fede si stracciano le vesti per proteggere la natura (poverina) oppure affermano amenità senza capo ne coda, e soprattutto senza prove !

Sono di queste settimane un paio di ridicoli articoletti su “Il Biellese”, uno a firma di “un esperto di clima” - venerdì 5 febbraio - che metteva in relazione il freddo intensissimo di quest’anno, con i terremoti per dimostrare che il clima è stato rovinato dall’operato dell’Uomo, ed un altro a firma di una sensibilissima Signora totalmente “persa” - venerdì 12 febbraio - che scriveva di quanta pena gli facevano dei tronchi d’albero diretti verso una segheria !

Ma i mobili, li facciamo con la plastica ? Non perché inquina ! Nella stufa poi, ci mettiamo la legna per scaldarci o restiamo al freddo, perché il petrolio costa, inquina, sta per finire (lo si diceva già 40 anni fa quando frequentavo le elementari) e ce l’ hanno solo gli arabi ?

Ma vogliamo smetterla di fare terrorismo ideologico e di dar spago a questa grave patologia di disturbo mentale generalizzato ?

Torniamo a Balma… anche quest’anno la neve ed il ghiaccio accumulatisi negli ultimi 3 mesi nelle zone meno esposte al sole, si scioglieranno presumibilmente a metà aprile. Ecco perché, io spero che in futuro, la temperatura tenda a salire, perché riscaldare una casa oggi, grazie al costo diretto delle materie prime e grazie alle tasse applicate dallo Stato è diventato un salasso per oltre 6 mesi l’anno !

Ben venga il clima caldo quindi - fosse vero - potremo così coltivare come in passato l’ulivo, la vite e magari rilanciare l’economia morente della Valle Cervo !


16.02.2010

Alberto Conterio

lunedì 23 novembre 2009

Lo sciopero degli scalpellini in Valle Cervo (1912-13)

Lo sciopero degli Scalpellini in Valle Cervo
1912-1913

Introdurre quest’argomento o scrivere una cronologia d’esso, non è facile. Quello che ci sentiamo di scrivere in modo asettico è, che furono 274 giorni effettivi di lotta sindacale, con ogni certezza, la più lunga vertenza dell’intero panorama nazionale da sempre, quella che gli scalpellini della nostra valle e di Balma in particolare seppero concludere con il loro successo tra il giugno 1912 ed il marzo 1913.

Al di sopra delle implicazioni politiche del tempo e delle nostre simpatie o passioni ideologiche di oggi, possiamo sicuramente affermare che fu una prova di forza che solo la dura scorza del valligiani della Valle Cervo avrebbe potuto sopportare, soprattutto pensando alle ristrettezze del tempo ed ai disagi ulteriori che questa vertenza aggiunse sulla popolazione interessata.
Abbiamo suddiviso il lavoro in 5 diversi capitoli. Questo oltre a rendere la lettura in linea più agevole, offre a nostro avviso, la possibilità di contestualizzare meglio i fatti nel tempo, allo scopo di giungere ad un’opinione personale sull’accaduto.

- Generalità sull’argomento






Note bibliografiche

Lo Sciopero degli Scalpellini” Edito dal Doc.Bi, di Gianni Valz Blin
La grande frode” Edizione Bastoni di Franco Malnati
Dalle corone al caos” Edizione Bastoni di Franco Malnati

Generalità sull'argomento

Lo Sciopero degli scalpellini del 1912-13
Generalità sull’argomento

Dispiace constatare purtroppo che, coloro che oggi si definiscono “storici” non siano stati in grado di fornirci una cronaca del tempo, esente da opinioni di parte.
Lo storico infatti dovrebbe occuparsi di studiare i documenti riportando ai lettori una cronaca obiettiva dei fatti - storici appunto - così come sono avvenuti nel loro contesto storico temporale, e non un racconto romanzato o soggettivo di una porzione di essi, che risenta delle nostre attuali e personali passioni.
Sede sindacale ubicata nell'attuale Abitazione del Sig. Sergio Giroli,
a centro Frazione

Non avendo noi quindi, l’ambizione di definirsi “storici”, proporremmo ai nostri lettori alcune personalissime riflessioni ed opinioni su questa pagina di “storia” locale, per quello che abbiamo potuto apprendere dalle diverse fonti (poche e frammentarie) inquadrandole però, nel contesto storico e politico nazionale del tempo, che abbiamo avuto l’accortezza di approfondire meglio e che riteniamo conoscere sufficientemente.
Quanto riporterò quindi, non vuole essere revisionismo del fatto storico in se, ma solo e semplicemente la rivisitazione delle “pagine” conosciute, leggendole con una diversa sensibilità sociale rispetto quanto fatto dal suo autore, calate nel un contesto generale dell’epoca.
Mi riferisco chiaramente al testo del Doc.Bi. scritto dal Sig. Gianni Valz Blin sull’argomento. Egli, persona indubbiamente di cultura - che stimo anche - per le sue diverse opere ed iniziative locali, fornisce a nostro parere, una visione fortemente faziosa e passionale.

Fin dalle prime righe di questo testo, si ha l’impressione di sfogliare le pagine de “L’Unità” dei primi anni ’50, dove a cominciare dai vocaboli utilizzati, il lettore era guidato più che alla conoscenza dei fatti, verso lo scontro di classe necessario all’esistenza stessa del Partito che la testata rappresentava.

Leggiamo infatti : “All’inizio del Novecento, anche nell’Alta Valle d’Andorno, retta da amministrazioni comunali guidate o condizionate da ricchi borghesi con interessi di classe sovente estranei al proletariato, sorsero e si svilupparono (…) le prime organizzazioni del Partito socialista, alcune leghe di mestiere e le mutue cooperative di consumo. I sentimenti democratici e le maturità politica acquisita soprattutto nell’emigrazione, nella conoscenza e nello studio delle nuove dottrine solidaristiche condussero alcuni capaci e onesti operai, dotati di esperienza, autorevolezza e di grande rigore ideologico , a promuovere azioni di sensibilizzazione e di proselitismo nei confronti dei conterranei e a gettare le basi per la crescita diffusa di una società più evoluta; l’inevitabile antagonismo che si sarebbe creato con il sistema dominante, sostenuto dall’egoismo e dalla difesa di privilegi consolidati, avrebbero prodotto lacerazioni, ma anche fatto crescere all’interno della comunità nuovi valori e forti speranze”

Sono poche righe davvero, ma inquadrano bene …oltre al fatto in se, soprattutto le passioni politiche personali dell’autore.

Vorremmo a tal proposito evidenziare per un successivo commento alcuni punti :

- amministrazioni comunali guidate o condizionate da ricchi borghesi estranei al proletariato
- sviluppo in valle di organizzazioni socialiste autonome ed originali
- i sentimenti democratici e la maturità politica dei rappresentati locali socialisti
- il grande rigore ideologico di costoro
- le azioni di sensibilizzazione e proselitismo nei confronti dei residenti
- l’intransigenza e l’egoismo patronale alla difesa dei loro privilegi consolidati

Prima di addentrarci in una doverosa premessa, necessaria ad inquadrare il fatto e il luogo nel contesto degli avvenimenti nazionali, vediamo di chiarire all’ignaro lettore, che la Valle d’Andorno all’inizio del ‘900, non era una lontana colonia Belga, dove le persone di colore autoctone, venivano usate o svendute a piacimento dai bianchi. Allora infatti, in tutta Italia, era presente una società basata su principi democratici collaudati da tempo, e che proprio nel periodo 1912-13 passò al suffragio universale (maschile). Il sistema Democratico di elezione delle Amministrazioni comunali e politico quindi, non era tanto peggio di quello odierno come l’autore vuol farci intendere.Detto quanto sopra, evidenziamo che la Valle d’Andorno, oggi detta Valle Cervo, non era all’epoca neppure un’entità mitica al di sopra degli eventi nazionali, ma semplicemente una piccola porzione nella complessità degli stessi eventi generali che si svolgevano su tutto il territorio nazionale.