lunedì 5 ottobre 2009

Radon, micidiale alleato del fumo

Radon, micidiale alleato del fumo
Il gas radioattivo responsabile di migliaia di casi di tumore al polmone


Elena Meli
20 gennaio 2009 (ultima modifica: 02 marzo 2009)

Non c'è verso di accorgersi della presenza del radon: non ha odore, non ha colore, non ha sapore. Ma in alcune case c'è, eccome, e non è una bella notizia. Perché è un gas radioattivo: produce particelle ionizzanti che, una volta inalate, si depositano nei bronchi e possono danneggiare il DNA delle cellule. Favorendo la comparsa del cancro al polmone: secondo una ricerca condotta in Inghilterra, appena pubblicata online dal British Medical Journal, ogni anno in Europa 18 mila decessi per questo tumore sarebbero provocati dall'esposizione al radon. In 6 casi su 7 si tratta di fumatori o ex fumatori: su di loro l'effetto del radon è maggiore perché il gas fa schizzare alle stelle il rischio, già assai elevato, di chi cede alle sigarette. Ciò che colpisce ancora di più, però, è scoprire che nel Regno Unito solo il 4% dei casi si registra in chi abita in case con concentrazioni di radon superiori ai 200 becquerel per metro cubo, il limite indicato dalla raccomandazione europea del 1990 per i nuovi edifici (per quelli esistenti la soglia oltre cui sono consigliati interventi di bonifica sale a 400 Bq/m3). In Inghilterra il 70% dei tumori polmonari attribuibili al radon, scrivono gli autori, si manifesta in abitazioni dove il gas è inferiore a 50 Bq/m3(in Italia la media è 70): che i limiti siano da rivedere?

NON C'È UNA SOGLIA - «Non abbiamo evidenze dell'esistenza di una “soglia”, cioè di un valore al di sotto del quale non c'è rischio: la probabilità di tumore polmonare cresce all'aumentare della concentrazione di radon e del tempo di esposizione. I valori di riferimento europei sono un compromesso, fra i tanti possibili, tra diminuzione del pericolo e costo e fattibilità degli interventi per ridurre il rischio — spiega Francesco Bochicchio dell'Istituto Superiore di Sanità, coordinatore del Piano Nazionale Radon —. Detto ciò, i dati si spiegano perché gran parte della gente vive in abitazioni dove i livelli di radon sono medio- bassi: in generale, perciò, il numero di tumori polmonari fra chi vive in edifici con tanto radon è comunque più basso rispetto alla quota di casi che si verificano nel resto della popolazione». Di sicuro è bene ridurre l'esposizione: secondo i dati del Piano Nazionale Radon, che a breve diffonderà alcune raccomandazioni, ogni anno circa 3.000 italiani (in gran parte fumatori) muoiono per un tumore al polmone attribuibile al radon. Difendersi a prima vista non pare facilissimo: secondo lo studio inglese, però, basterebbero interventi tutto sommato poco costosi per mettere in sicurezza le case e ridurre il numero di vittime di cancro al polmone. «Misurare il radon costa qualche decina di euro, i rimedi per ridurne l'ingresso (azzerarlo è impossibile) poche centinaia di euro: è bene diffidare di chi propone interventi a prezzi esagerati — specifica Bochicchio —. È possibile intervenire anche sulle case esistenti, ma arginare il radon nei nuovi edifici è di certo più semplice. Nessuno oggi costruisce in funzione dei livelli di radon misurati nel terreno: è difficile quantificarli perché variano molto ed è impossibile prevedere la concentrazione che ci sarà in ciascuna casa. Tra un paio di mesi sarà approvato il documento tecnico del Piano Nazionale Radon con le indicazioni da seguire per le nuove costruzioni» conclude Bochicchio.

Fonte “Corriere della Sera” SALUTE

Rassegna stampa sul Radon - Indice

Rassegna stampa sul Radon
Indice degli argomenti presenti sul Blog
***

Ricordi della Famiglia Conterio - Indice

Ricordi della Famiglia Conterio
Indice degli argomenti presenti sul Blog
***

Ricettario gastronomico - Indice

Ricettario gastronomico
Indice degli argomenti presenti sul Blog
***

Storia locale - Indice

Storia locale

Indice degli argomenti presenti sul Blog





mercoledì 23 settembre 2009

Radon, Oms riduce i limiti di accettabilità

Radon, Oms riduce i limiti
di concentrazione nelle case a 100 Bq/m3
La Comunità Europea raccomanda i 200 Bq/m3

GINEVRA (22 settembre) - L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha drasticamente ridotto i livelli di concentrazione accettabili nelle abitazioni per il radon, gas radioattivo di origine naturale che può causare cancro al polmone. Lo ha detto una portavoce dell'Oms confermando confermando un'informazione della stampa elvetica. Il radon è la seconda causa di cancro al polmone dopo il tabacco, ha detto la portavoce dell'Oms Fadela Chaib.
L'Oms raccomanda quindi di abbassare i valori di riferimento per il radon ad un massimo di 100 Becquerel (Bq per metro cubo per minimizzare i rischi per la salute, pari a un decimo del massimo di 1000 Bq/m3 indicato nel 1996. Se tale livello non può essere raggiunto, la concentrazione non dovrebbe tuttavia superare i 300 Bq/m3, afferma l'Oms. La nuova raccomandazione nasce da studi epidemiologici condotti in Europa, Stati Uniti e Cina sugli effetti nocivi dell'esposizione al radon nelle abitazioni, ha spiegato un esperto dell'Oms. Molti Paesi hanno già fissato limiti tra 200-400 Bq/metro cubo.

In Italia non c'è ancora una normativa per il limite massimo di concentrazione di radon all'interno delle abitazioni private. La Comunità Europea raccomanda i limiti di 200 Bq/m3 per le nuove abitazioni e 400 Bq/m3 per quelle già esistenti. Molti paesi hanno adottato valori di riferimento più bassi: Stati Uniti: 150 Bq/m3, Regno Unito: 200 Bq/m3 , Germania: 250 Bq/m3 La Svizzera ha invece optato per un valore limite prescrittivo di 1000 Bq/m3 e un valore operativo (raccomandato) di 400 Bq/m3, mentre le scuole, per la presenza di bambini e giovani, sono state considerate alla stregua di locali abitativi.
In ogni caso i valori medi misurati nelle regioni italiane variano da 20 a 120 Bq/m3
Tratto da : Il Messaggero.it

Nota personale sull’argomento

A seguito di questo articolo, che personalmente ritengo una colossale bufala, in appoggio alla strategia “commerciale” di qualche lobby, al pari del cambiamento climatico planetario, o dei rischi che si potrebbero correre sfruttando l’energia nucleare ed altre isteriche invenzioni simil-verdi o ambientaliste, mi chiedo se una delle molteplici strutture Istituzionali del nostro territorio ha pensato a commissionare uno studio o un progetto che definisca in modo perentorio e definitivo quali sono i rischi per la popolazione - se vi sono - o il grado di verità che articoli come questo, portano in bagaglio.

Interessante era stato l’incontro organizzato in Valle Cervo alcuni anni fa, ma sarebbe a questo punto più interessante ed utile venire a conoscenza di come i nostri Comuni, che si ritengono in grado di fare da soli, si siano organizzati per controbattere gli allarmismi lanciati sui media come l’esempio che ho sopra riportato. Abbiamo poi una Comunità Montana che affonda le sue radici su un territorio quasi per intero interessato dal fenomeno… qual è il suo operato sull’argomento ?
Andiamo oltre. Il Consorzio dei Comuni recentemente rinvigorito con cariche di prestigio, ha portato avanti in questi anni di "vegetale" esistenza un progetto in tal senso ?
E la Provincia, oggi in mano agli uomini “del territorio” - ma imposti da Roma - ha ereditato dalla precedente amministrazione di sinistra - che si è sempre eletta a difensore del popolo - un’organizzazione, un ufficio, un incaricato in proposito ? No ? Quali sono allora le prospettive future ?

Continueremo a pendere dalle labbra di certa stampa scandalistica e catastrofista, oppure ci metteremo a fare sul serio, proponendo alle popolazioni informazioni “certificate” ed esenti da interessi di parte ? Insomma, almeno per quanto riguarda l’informazione e la salute dei cittadini, vogliamo fare del nostro meglio ?
23.09.2009 - Alberto Conterio

lunedì 31 agosto 2009

Dove siamo ?

Dove siamo ?

In questo spazio cercherò di guidare l’ipotetico turista che cerca la nostra frazione di Balma fino a noi.

Da Biella occorre imboccare la Strada Provinciale 100, che conduce fino a Piedicavallo in fondo alla Valle Cervo, superando nell’ordine Pavignano (rione di Biella), Adorno Micca (Capoluogo della Valle Cervo, Sagliano Micca (Paese natale dell’Eroe Sabaudo Pietro Micca). Si sale ancora e superate le frazioni di Casale e Passobreve, varchiamo il confine del Comune di Quittengo, superando anche la sua prima frazione Bogna.

Poche centinaia di metri ancora e giungiamo all’abitato di Balma, piuttosto esteso per essere una semplice frazione. Appare di colpo dietro alla curva successiva al torrente Rialmosca.
La maggior parte delle abitazioni sono disposte sulla destra della Provinciale (salendo), mentre a sinistra di essa è ben visibile ancora la massicciata della vecchia ferrovia (appena più in basso della pavimentazione stradale), che faceva capolinea proprio nella nostra frazione poche decine di metri oltre l’abitato prima del ponte per Ribella.

Pur con l’apparenza d’essere un poco “dismessa” e poco abitata, Balma è tra le frazioni più densamente popolate della valle.
Disponiamo di un negozio di alimentari (l’emporio del Pincin) nonché Bar, che oltre ai generi di prima necessità dispensa anche informazioni turistiche e consigli utili per la sopravvivenza in loco.
Oltre a ciò, che da solo risolve un buon 50 % dei problemi dei residenti, abbiamo una birreria detta “il nido del falco”, e una farmacia molto ben gestita (tanto che è più facile trovare ciò che si cerca a Balma che in una farmacia di città). Qualsiasi medicinale infatti, se non presente in loco, viene ordinato e recapitato personalmente dal Dott. Angelo nella buca delle lettere entro le successive 12 ore dalla richiesta !
Anche Poste Italiane, mantengono un presidio presso il nostro Borgo. Una presenza parziale e a tempo naturalmente, ma l’Ufficio Postale, è un lusso che a Quittengo capoluogo non hanno !
Ampi parcheggi ovunque e una splendida Chiesetta dedicata alla Madonna della Salute sempre tirata a lucido completano i servizi e le infrastrutture.

Cosa ancora potrebbe servirci ?
Intanto qualche abitante in più, e poi una maggiore attenzione della Provincia di Biella per la gestione e la manutenzione della strada Provinciale appunto !
Per il resto, disponiamo di molta libertà. Questo è sufficiente a bilanciare i piccoli disagi che annualmente possono presentarsi ai residenti, …quali :
l’erogazione dell’energia elettrica,
il corretto funzionamento del telefono (siamo ansiosi dopo i lavori sulla linea, d’essere collegati a 10 Mbytes),
l’approvvigionamento idrico,
la ricezione televisiva (chissà cosa succederà con il Digitale…),
gli eventuali provetti Schumacher o Valentino Rossi che attraversano il nostro abitato come se fossero in pista durante un Gran Premio nei fine settimana.

Detto questo, ci reputiamo sicuramente dei fortunati, e ci risulta impossibile pensare ad un luogo migliore del nostro !
Uno scoop ?
Che si sparga la voce…
pare che l’acqua erogata dalla fontana presente a centro frazione - definita pomposamente su un libro illustrato “fontana del Leone” - sia in grado di salvaguardare dalle malattie ed allungare la vita di lustri interi coloro che la consumano regolarmente. Deve essere per questo motivo che la quantità oraria erogata è stata progressivamente ridotta negli ultimi anni.
Quest’acqua ormai, …non ha prezzo !